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Cosa fare dopo l'aggressione?

1. Pensa alla tua sicurezza

Se subisci un’aggressione, o ritieni di essere in pericolo, chiama il 112 per ricevere immediata assistenza da parte delle forze di polizia. Evita di reagire, pensa prima di tutto alla tua sicurezza.

Se l’aggressione avviene online, non affrontare l’autore: stampa le schermate dei contenuti illegali e blocca il suo account. Se avviene a scuola o in altri istituti, parla con un docente di cui ti fidi o con una ONG che si occupa dei diritti dei bambini e dei ragazzi.

Se sei un testimone, presta aiuto senza mettere a rischio la tua sicurezza: attira l’attenzione di altre persone e chiama il 112.

2. Se necessario, chiedi assistenza medica

Se hai riportato ferite gravi durante l’aggressione o temi di aver subito lesioni interne, riferiscilo quando chiami il numero di emergenza 112: sul luogo dell’aggressione arriverà anche un’ambulanza. In caso tu non abbia ferite gravi, recati comunque al pronto soccorso più vicino. Chiedi sempre una copia del referto medico contenente data e ora della visita, la descrizione delle lesioni accertate, il nome del personale medico che ti ha fornito assistenza e i trattamenti prescritti. Infine, fai delle fotografie a tutte le lesioni visibili: potrebbero essere utilizzate in seguito come prova.

3. Prendi nota dei dettagli e conserva i dati rilevanti

Scrivi su un foglio tutto ciò che ricordi: luogo e orario esatti, descrizione degli aggressori (in particolare l’aspetto, i vestiti e altre caratteristiche particolari per identificarli). Se è coinvolto un veicolo, annota la targa e la direzione in cui si è allontanato. Verifica la presenza di telecamere di sicurezza; se qualcuno ha assistito ai fatti, prendi nota dei suoi recapiti e, se possibile, chiedigli di scrivere cosa ha visto, firmando la dichiarazione e specificando la data.

Annota cosa gli aggressori hanno detto o fatto e perché pensi che l’aggressione fosse motivata da omotransfobia. Fai una foto dei danni inflitti alle tue proprietà e conserva in un luogo sicuro ogni elemento di prova disponibile. Se gli aggressori hanno lasciato le loro impronte digitali, non toccare la superficie e segnalalo agli agenti che sono intervenuti. Infine, consegna tutti i dati e gli appunti che hai preso alla polizia.

4. Dillo a qualcuno

Se sei vittima di un crimine d’odio, non è colpa tua. Non sei responsabile del comportamento di chi, in violazione della legge, ha attentato alla tua dignità, incolumità e sicurezza. È importante sapere che aggressione può traumatizzarti: devi parlane, soprattutto con persone a te care, oppure chiamare una helpline per ricevere un supporto emotivo. Se, tuttavia, senti che l’aggressione ti ha scosso profondamente, contatta un servizio di assistenza per un supporto professionale.